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RICONOSCIMENTI POETA BRUNO SALVATORE LUCISANO
AGOSTINO BELCASTRO 3 dicembre 2011

Il poeta dialettale di Brancaleone, Bruno Salvatore Lucisano, ancora una volta incassa premi e riconoscimenti per il suo impegno col quale affronta le tematiche della vita sia in chiave umoristica che riflessiva. Infatti, fanno molto pensare i versi del poeta brancaleonese che, con una facilità di linguaggio, guida il lettore a leggere la poesia fino in fondo per capire il tipo di messaggio che “l’usignolo” della fascia jonica reggina intende lanciare. Ultimamente ha ottenuto il Premio Speciale dell’Associazione “Incontriamoci sempre” di Reggio Calabria per la poesia “Ch’era longu jju trenu” (Che era lungo quel treno), una composizione, secondo il giudizio di una giuria qualificata, che, come afferma Lucisano, ha scritto:” Coniuga sapientemente la valenza denotativa e quella metaforica del treno, che significa distacco dalla propria terra inteso quasi come equivalente della morte: non a caso i sedili di terza classe sono freddi come marmo del cimitero. Il treno significa anche speranza di lavoro, pur sempre però connotata da quella sofferenza che risulta espressa dalle immagini in stile nominale e delle efficaci similitudini”. Un altro riconoscimento l’ha ottenuto, recentemente, al Premio Internazionale di poesia “Delia” di Bova Marina organizzato dall’Università della terza età aggiudicandosi il primo premio medaglia d’oro con la composizione “Canni i lupara”, la stessa poesia con la quale nel 2010 si è aggiudicato il primo premio “Nosside” di Reggio Calabria. La poesia che è una delle più belle poesie dialettali composte da Lucisano è già stata tradotta, come afferma l’autore, in cinque lingue e una frase della stessa ”Non si cuntanu i cira nta l’artari” ha dato il titolo all’antologia che sarà presentata nel mese di febbraio 2012 al Centro Culturale “Don Milani” di Gioiosa Jonica ed è stata pubblicata dalla casa Editrice CFR di Sondrio. Infine, il 12 dicembre, Lucisano, sarà a Roma al Tempio Adriano per ritirare il primo premio del concorso nazionale “Laurentum” per la poesia on-line in vernacolo. Leggendo le poesie di Bruno Salvatore Lucisano si ha la sensazione immediata di gustare le liriche di un musicista-poeta, un cantore che narra al mondo la storia e gli antichi valori della sua terra. Attento ai fenomeni che coinvolgono la popolazione calabrese, Lucisano, attraverso i suoi versi, disegna la realtà quotidiana della gente di Calabria, una terra molto difficile e piena di tanti problemi. Non a caso, Pasquino Crupi, noto critico letterario e profondo meridionalista, ha inteso esprimere il suo giudizio, scrivendo, in occasione della pubblicazione del libro di Lucisano “Jjanda mara (Ghianda amara): La poesia di Bruno Salvatore Lucisano qui in Jjanda mara, è illuminante. Toglie il velame oscuro della realtà, che non ha più reticenze e nascondimenti. Mancava alla letteratura dialettale il poeta della luce, che tutta traversa e tutto rivela. Adesso questo poeta, che sa farci pensare e sa farci anche sorridere, l’abbiamo”. E’ un attestato, quello di Crupi, che la dice lunga sull’arte di poetare di Bruno Salvatore Lucisano che, con le sue composizioni in rigoroso dialetto calabrese, oltre a conservare un patrimonio dialettale esprimono pensieri, sentimenti, stati d’animo e aspetti di vita quotidiana della gente di Calabria.